28 Gennaio 2010

*Homesick*

how can you menage it? it's paradise, it's a travel through hell. am i able to think about it? any question occurred to me, is without answer. going on. don't give up. leave your mind and take the heart. following. hopefully usefull. she's becoming a grown up. and she misses her childhood. her teenage.

perchè mi ritrovo a fare il conto alla rovescia?

- 8 (weeks).

that's break time:
time takes a cigarette
put it in your mouth
you pull on your finger
then another finger
then your cigarette.

 
02 Gennaio 2010

*twothousand&ten*

Come ero triste, stamane. Il cielo delle 9 era di un plumbeo inenarrabile: neanche fosse stato l’ultimo giorno del mondo. Le nuvole sfilavano, forse. Forse stavano ferme. Avvolgevano la strada che mi avrebbe riportata a casa. La mia sembrava l’unica automobile già sveglia.
Ero emozionata, stamane. Da quello scenario di fine/inizio. Sembrava un deserto. Arido, incombente. Provavo a concentrare la mia mente, a focalizzare bilanci e buoni propositi. Non riuscivo a pensare a niente di prossimo. Un torpore addolorato mi squarciava il petto, o forse era la gola. Come quando ti ritrovi a piangere senza un motivo che risulti chiaro. Piangi, perché non lo sai.
Soffocavo, stamane. E mi sembra di essermi infilata a forza in un vestito due taglie più piccolo, e, per giunta, non di mio gradimento. Perché uno dovrebbe indossare un vestito stretto, se non lo trova di buon gusto? Soffoco. È patologico, insano. Il tacito bisogno, segreto, di conferme, rassicurazioni. È ridicolo. Maniacale, nevrotico, folle.

Distrarre la mente. Peppermint tea. Questa è solo la confessione di una mente vergognosamente instabile e insicura.

 

 
21 Dicembre 2009

*The more I give to thee, the more I have*

C'è un signore su un aereo che atterra. C'è una maestosa campagna romana che si dispiega di verde tagliato a quadri. Lui dice "che bello". E' un normale aereo che proviene da milano. Le orecchie dei passeggeri sono otturate dal cambio repentino di pressione. E' una giornata grigia e fredda. Il signore distoglie lo sguardo dall'oblò che è una finestra sul cielo. Sulle gambe della ragazza che gli siede di fianco c'è un libro chiuso. Tennessee Williams, Suddenly, last summer. Il segno maldestramente tenuto da un occasionale tovagliolo bianco. Su quel volto di giovane donna scendono lacrime di commozione. E' il ritorno a casa, nostalgico come un wellcome home. Chi diamine è questa fanciulla? Ogni aereoporto brulica di gitani che vogliono divorare il mondo. E lei a malpensa ci è finita solo di passaggio. Ha 20 anni, e torna a casa per natale. Il signore sorride, anche se non sa che a lei piace viaggiare sola. Svegliarsi alle 6, lasciare un letto caldo, nel quale due corpi si sono amati e rotolati fino a fondersi – fino a far male; affrontare l’aria pungente di una mattina londinese non ancora iniziata, viaggiare in religioso silenzio: destinazione london city airport. Ha imbucato auguri di natale il giorno prima di partire. Ha scritto parole di miele su un biglietto letto a notte fonda tra sussurri di tenerezza straziante. Ha fatto l’amore sulle scale, sul pavimento, soffocando il piacere per non farlo esplodere. Lei, così analitica, un po’ insicura e spaventata da un amore che oggi sembra così concreto e inevitabile, imprescindibile. E sola, su quell’aereo che finally la conduce al natio borgo selvaggio, ha voglia di leggere, scrivere, dormire, guardare un film non doppiato e non spegnere il suo technologic device che spara armoniche sembianze di lei che ricuciva i polsi a tutti. E sola, riesce solo a piangere, felice di ritrovare l’abbraccio dell’amicizia vitale (mio unico, amato, prezioso, prediletto F.) e del sanguigno fiume d’empatia atavica (Petitfable nata dalla luna e da un concerto di david bowie). Riesce solo a piangere e ridere. Il signore indaga su quegli occhi di inconsapevole femminilità fragile: possibile che siano lacrime d’amore totalizzante? Quello che l’accoglierà, quello che ha lasciato. Lei sa che la mancanza sarà una ragnatela contorta infondo al cuore e infondo al ventre, di quelle ragnatele che più provi a liberarti, più ti invischi stretto. Lei oggi è una gitana che non ha più una lingua sola. Lei oggi è innamorata più che mai, felice come una pasqua e addolorata come una vedova. Appassionata come una diciassettenne, seria di solenne arbitrio. Ha un milione di storie da scrivere, e il tempus fugit. Atterrata a fiumicino, si butta nello specchio della prima toilette oltremodo spaziosa, si lava le mani dalla stanchezza di un'odissea, si sistema i capelli, ammicca all’immagine riflessa, gemella, e si ritocca il trucco sempre meno marcato. Nasconde le lacrime e dipinge un sorriso autentico. Dipinto, ma autentico. Si prepara così a due settimane borderline. Che vorrebbe interminabili, che vorrebbe veder volare via nel trascorrere di un istante. Si tufferà in se stessa, in quei pensieri che ha trascurato per lasciar spazio a cuore e ventre. Dimenticherà di mangiare, e rinascerà come una fenice. Io sono cuore. Io sono ventre. Tremerà per tutto l’inverno. Perché una cosa che quella bambina troppo cresciuta non potrà mai cambiare, sono le sue mani gelide e il cuore surriscaldato. Potrà anche trasformarsi in una londinese figlia di un mondo privo di radici, ma soffrirà sempre il freddo, indifesa come un pulcino, fragile come una foglia d’autunno.

 
01 Novembre 2009

*Notting Hill*

è ancora troppo presto.
per tutto.





(please, stop this damn heart of mine.)

 
06 Ottobre 2009

*Please don't trample me, I'm trying to grow!*

questo luogo di parole, l'ho lasciato vuoto a lungo. prendi e parti, mi son detta. e londra mi ha letteralemnte divorata, ingoiata, assunta. ora ho una voglia irrefrenabile di sputare milioni di lacrime su questa felpa rossa che non metto quasi mai. ho consumato litri di inchiostro per appunti senza senso; li ho scritti sulla pelle, sull'asfalto, e sui fogli di carta che si disperdono nel tempo. strano: avrei voluto dire nel vento. con le ali serrate dietro le scapole, non mi ero mai accorta di quanto potesse far paura un precipizio sul quale spiccare il volo. il salto è sempre anelato; ma quando giunge tempestoso, abbandonare ogni piccola abitudine diviene insostenibieìle. riguarda tutto quello che hai da perdere. che non è tanto quanto sembra, ma comunque un'enormità. è confortante attestare che da un po' di tempo a questa parte i miei pindarici soliloqui abbiano cessato di seguire una qualche rigorosa logica. ora vorrei solo partire e tornare là, dove tutto mi è sembrato entusiasmante anche se bagnato da una malinconica pioggia estiva. non voglio usare termini inglesi adesso. è la vocazione alla libertà che mi spinge sull'orlo del baratro, mi fa sembrare tutti gli abiti troppo aderenti e stretti, e mi fa venir voglia di saltare giù. non verso il fondo, ma verso un firmamento notturno e sconfinato, non buio e tutt'altro che gelido. cosa scrive, questa ventenne che finge di non aver paura? nulla che sia indelebile. perchè tutto può essere modificato, ripreso; si deve poter tornare indietro. c'è sempre tempo. c'è sempre il vento. il segreto si chiama incoscienza, che è la chiave di un coraggio atavico. no, questo non è un principio universale: è la mia chiave. è non pensare e prendere e volare. come viene viene. e se non viene, l'importante è avere la capacità di non affogare, di guardare il buio che circonda e aguzzare la vista sulle luci lontane. e correre veloce per raggiungerle. bisogna avere gambe solide. e mani affusolate, con occhi languidi. ora ho una lista nella mia testa, cristallina, di tutto quello che mi mancherà. ho depennato tanti legami, con l'amarezza di un felino umiliato. ho operato una scrematura, e le necessità son diminuite; ma l'importanza dei mie superstiti è cresciuta come fanno le quindicenni su tacchi vertignosi. prendo e parto, di nuovo. perchè il mio natio borgo selvaggio sta annegando più in fretta di questo gramo mondo. e da qui, non si può salvarlo.

 
01 Agosto 2009

*English Summer Rain*

we are the people that rule the world - a force running in every boy and girl - all rejoicing in the world - take me now - we can try

[un giorno ancora]

I'm so human - and it's ok - for me to - feel this way

[non è questo l'amore? usare gli altri. e forse l'odio è solo il contario: non saper usare gli altri]

I know everything about you - you know everything about me - know everything about us

[c'è il rosmarino, per il ricordo: amore, ti prego, ricorda]

are you gonna leave me now?



N.B. Soulmates never die.

 
27 Luglio 2009

*The love song to set us free*

pensavo che si potrebbe scrivere un racconto mescolando gli innumerevoli titoli dei libri che si incontrano in libreria.
della serie Se una notte di inverno un viaggiatore, ma ampliato.
Clint Eastwood è ormai divenuto autocelebrativo; io dico che possiamo concederglielo.
ehy-oh, let's go!
gli oleandri sono fiori interessanti; sembrano così puri e innocenti, ma poi hanno il veleno dentro; come mi diceva mio nonno quando ero bambina.
a vent'anni è tutto ancora intero, a vent'anni è tutto un chi lo sa.
a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età.
di Londra ricordo Carnaby Street, e the dreamers con poche sigarette e sorrisi da elargire.
e dormivamo insieme, ed eravamo minorenni.
tell me I'm not dreaming but are we out of time.
come si può pretendere che ci si innamori nell'attesa?
che poi The Reader non è un ordinario film sull'olocausto.
abbiamo scovato un posto really nice a san lorenzo; mi sono prontamente invaghita del tipo che ci lavora, ma ero con Giò, e sembravamo fidanzati.
sono tutta la crisi, e la solitudine dei giovani.
fino a che punto possiamo autoingannarci?
scivo racconti per chi parte, scrivo racconti per chi torna.
e i CCCP non ci sono più, e i CCCP non ci sono più, e i CCCP non ci sono più.
Julien Sorel era solo un povero ragazzo con delle aspirazioni impossibili; lo hanno decapitato.
e hanno tagliato la testa ad un'intera generazione.
and you've been so busy lately that you haven't found the time to open up your mind and watch the world spinning gently out of time.

 
17 Luglio 2009

They were all torn and cover'd with the boy's blood

questo caldo
torrido
e immoto
di questo torrido
luglio italiano
e immoto
ruba
la vitale
bellezza
ai fanciulli
alle ninfe
ai fauni.
l'estate
amiamo sradicata
dal presente,
ma non questa
di morte foglie
e atroci
atroci
atroci trionfi
di volgari matrone
nude
e osceni affari
d'uomini corrotti,
atroci.
dov'è
il nostro mostro-poeta?
dov'è la cometa?

 
25 Giugno 2009

*Piccole Notizie Inutili*

Mi sono innamorata di Federigo Tozzi.

Un qualche strano insetto affamato mi ha letteralmente divorato; come un amante brutale e insaziabile. Solo il cortisone ha potuto salvarmi.

Sono stata al concerto dei Depeche Mode. And so Thank you for bringing me here, to show me home.

Alle mie folli e inusuali storie d'amore, se ne sono sostituite di nuove, ancor più incerte ed inattese.

Ho scoperto che la Cartografia può essere sostituita da un approssimativo senso dell'orientamento. Il mio professore non era d'accordo.

Ho trovato delle rose. O meglio: Abbiamo trovato delle rose.

Un anno fa ero una nostalgica e irresistibile maturanda. Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni.

Mi mancano delle cose: mi manca la voglia di salutare ufficilamente ciò che è ufficiosamente esaurito; mi manca il tempo per scrivere; mi manca quella sporca e avara entità chiamata denaro; mi manca un pudico timore per evitare di assecondare flirt a volte esilaranti; mi manca la paura.

Credo che mio padre mi veda come la più precaria delle sue figlie.

Forse la giovinezza è solo questo: perenne amare i sensi e non pentirsi.

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